Preghiera di un arrabbiato - Lucien Jerphagnon - leggoerifletto

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Preghiera di un arrabbiato - Lucien Jerphagnon



Ora, Signore, so che l'avvenire è alle mie spalle.
La mia situazione non sarà mai migliore, lo so da ieri.
Per riuscire, mi sarebbero state necessarie troppe cose: essere conosciuto, raccomandato...
Mi sono accontentato di essere onesto. E allora, evidentemente...

Mi disgusta un po', te lo confesso, o Signore, il fatto di vedermi passare avanti questi giovani, tutti questi giovani dai denti lunghi.
Essi arriveranno certamente.
Ma per me tutto è finito; non salirò più in alto.
Ho cominciato ad odiarli, questi giovani che mi passano sotto il naso. Oh, certamente non mi hanno fatto niente di male.
Ma sono fortunati, ecco tutto. E ciò basta perché io gliene voglia.
Durante gli anni di guerra, dov'erano? Terminavano tranquillamente gli studi, vincevano i concorsi...
Io, a quel tempo...
Era tutto truccato in partenza. E' ciò che sono tentato di pensare.
Perché ho dunque mirato così in alto. Sempre un effetto della mia immaginazione.
Quando si è giovani, si ha una tale fiducia dell'avvenire... Tutte le speranze sono permesse.
Tutto deve andare per il meglio. "Perché sono io".
Dopo, ci si accorge che anche gli altri sono là.
Anche Y... E come si dà da fare il piccolo Y... : ha raggiunto di primo acchito, fin dall'inizio, quel posto che io ho finito per raggiungere dopo molti anni.
Parte del mio ultimo posto. E' proprio fortunato.

Signore vorrei allora domandarti di aiutarmi.
Di aiutarmi ad invecchiare più serenamente, più dignitosamente, ad invecchiare senza amarezza.
E' così triste un "vecchio" amareggiato...
Nulla mi era stato promesso, nulla mi era dovuto. E' questo che debbo ripetermi.
Quando si entra nella vita, si crede così facilmente che tutto ci sia dovuto: presente, avvenire...
Poi, via via che passano gli anni, ci si accorge meglio che tutto era soltanto un sogno. E un romanzo.
E' una grazia capire questo. Una grazia di cui debbo ringraziarti.
Tanti uomini ti rendono responsabile di non aver realizzato i loro desideri...
Signore che non ti renda mai responsabile dei miei.
Infatti, Signore, hai fatto, tu, quella che si chiama "una bella carriera"?

- Lucien Jerphagnon -


 
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